Comune di Poschiavo
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La pianificazione è un importante strumento per la strutturazione e il riordino territoriale. Ma al territorio non si attribuisce solo una connotazione geografica, politica o pianificatoria, finalizzata alla suddivisione tra aree urbanizzate, agricole e naturali. Il territorio è un ambiente molto più complesso, dove la società umana condivide con gli animali, la vegetazione, i boschi e le acque i limitati spazi a disposizione.

Il territorio è una risorsa, dove hanno luogo numerosi processi per la produzione di beni e servizi economici e sociali, tuttavia, si tratta di una risorsa limitata che va utilizzata coscientemente.

Anche la memoria storica è legata al territorio con gli oggetti e i segni che testimoniano del passato, delle tecniche produttive, dei costumi, delle tendenze, del lavoro che nei secoli passati ha trasformato il territorio per migliorare le condizioni di vita o per reagire alle calamità naturali. Questo lavoro ha contribuito in modo rilevante alla costruzione e alla strutturazione del territorio. I dissodamenti, i terrazzamenti, gli appoderamenti, le opere di arginatura e di irrigazione, le scelte dei luoghi di edificazione e dei tracciati viari hanno trasformato e strutturato il territorio, consolidando le risorse materiali e immateriali di cui ancora oggi traiamo profitto.

I tempi cambiano e con loro il modo di vivere, le esigenze di adeguarsi ai sistemi d’interazione sociale più rapidi, alle nuove tecnologie e alle sfide economiche presenti e future. Ciononostante, è un compito fondamentale del progetto pianificatorio l’attivarsi per tutelare la qualità del territorio e dell’ambiente, confrontandosi con la trasformazione degli insediamenti storici, del paesaggio agrario e naturale.

I temi proposti durante la presentazione del 27 ottobre sono connessi agli obiettivi di tutela degli insediamenti storici, degli oggetti di pregio, del paesaggio e della natura. La pianificazione e specificamente il Piano generale delle strutture determina i principi di protezione riallacciandosi alle valutazioni contenute negli inventari federali e cantonali. Infatti, risulta che San Carlo, Borgo, Prada e Cantone sono elencati nell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (ISOS), mentre la lista d’inventario, elaborato dal Servizio monumenti, segnala i gruppi di edifici, gli edifici singoli, gli orti e i giardini come pure gli oggetti naturali e culturali di pregio. La qualità e la quantità degli edifici è notevole e manifesta la rilevanza del patrimonio urbanistico e storico-architettonico presente sul territorio poschiavino. Un patrimonio che contribuisce in modo significativo alla qualità e all’identità del paesaggio insediativo.

Successivamente alla valutazione dell’analisi e della classificazione cantonale gli oggetti sono stati inseriti nel Piano generale delle strutture, suddividendoli in edifici da proteggere, edifici tipici del sito e edifici degni di nota.

Queste distinzioni sono importanti, poiché differenziano il valore storico e urbanistico-architettonico degli edifici considerati e permettono di stabilire il grado di tutela e i parametri per gli interventi edilizi. In questo contesto sono da menzionare anche le aree di strutturazione, che precisano i principi urbanistici e architettonici da osservare nei comparti stabiliti. Infatti, per conservare la qualità e l’identità del paesaggio insediativo è indispensabile distinguere le parti storiche del tessuto insediativo dai settori insufficientemente strutturati o con ridotta densità per poter procedere al recupero o allo sviluppo in considerazione delle tipologie urbanistico-architettoniche preesistenti che caratterizzano l’insediamento.

La protezione dell’ambiente naturale

Altrettanto rilevanti sono le zone designate per la protezione dell’ambiente naturale e del paesaggio, la cui preservazione premette una cura adeguata delle aree e il divieto di costruzione per edifici e impianti nuovi. Le zone di protezione includono anche lo spazio riservato alle acque, tema presentato il 27 ottobre, che corrisponde allo spazio necessario alle acque superficiali per garantire le loro funzioni naturali, la protezione contro le piene e l’utilizzazione delle acque. All’interno dello spazio riservato alle acque sono permessi soltanto gli impianti ad ubicazione vincolata e d’interesse pubblico, come percorsi pedonali e sentieri, centrali idroelettriche ad acqua fluente o ponti. La designazione pianificatoria di questa zona non si contrappone all’utilizzo agricolo di queste aree, tuttavia non è ammesso l’uso di concimi o di prodotti fitosanitari.

Nell’ambito della pianificazione in corso la designazione dello spazio riservato alle acque non implica le misure di rivitalizzazione dei corsi d’acqua. Ciononostante, questi interventi, che sono parte integrante della concessione B, saranno da eseguire durante la realizzazione del progetto “Lagobianco”.

 

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